Persone senza tetto, ma anche in condizioni di indigenza, o che sono sole e incontrano i volontari per parlare. Anche le istituzioni si attivano
Di Annalisa Appignanesi – 4 Gennaio 2026
Sono soprattutto uomini, stranieri, ma anche italiani, intorno ai 35-40 anni, le persone che vivono in strada ad Ancona perché senza un alloggio. Sul territorio sono attive le associazioni come Servizio di Strada ODV che con i suoi volontari incontra ogni notte persone in condizioni di indigenza, disagio psico-sociale, persone che non hanno un alloggio, sole e in condizioni di difficoltà.
«In questo periodo di notte incontriamo mediamente una ventina di persone – spiega Samir dell’associazione Servizio di Strada ODV – alcune dormono al porto, altre in posti abbandonati, ma c’è anche chi ha un posto per dormire e viene per prendere da mangiare, vestiario, coperte, o chi viene per parlare, per stare insieme. Sono soprattutto uomini, c’è solo una donna, ma la vediamo pochissimo. Si tratta principalmente di persone straniere, ma ci sono anche italiani, alcuni hanno lavori precari, c’è anche chi ha una famiglia e ha bisogno di sostegno, magari per mangiare. Alcuni percepiscono l’assegno di inclusione, ma c’è anche chi non ha alcun sostegno. Generalmente sono persone conosciute anche da altre associazioni».
Samir racconta che alcune persone incontrano i volontari dell’associazione perché hanno bisogno di parlare, perché sono sole e l’incontro con loro dona sollievo. «Cerchiamo soluzioni anche per aiutarli nelle necessità pratiche – spiega . come il rinnovo dei documenti, il sostengo per le bollette o per i viaggi per tornare ad incontrare le loro famiglie, o per l’acquisto di medicine e il pagamento di visite. In alcuni periodi le persone che hanno bisogno di assistenza aumentano, ma generalmente si tratta di persone che vivono in povertà già da tempo, qualcuno è di passaggio e poi non lo vediamo più».
Anche le istituzioni si mobilitano. Il piano freddo ad Ancona prevede il raddoppio dei posti letto per accogliere le persone senza fissa dimora in una struttura alberghiera in convenzione dove da 20 si arriverà a 40 posti per fronteggiare l’emergenza freddo. A Falconara Marittima anche quest’anno con l’arrivo del freddo è prevista l’attivazione del “Rifugio”, l’accoglienza notturna per persone senza tetto nei locali della parrocchia di San Giuseppe, in via Friuli, dove verranno accolti «nove ospiti» spiega la consigliera dell’associazione RiBò Unità di Strada Falconara, Chiara Griffoni.
Sono in prevalenza uomini adulti, ma «ci sono anche giovani dai 25 ai 30 anni, sono soprattutto stranieri – spiega – ma ci sono anche italiani, alcuni hanno perso il lavoro, altri hanno avuto dei lutti, malattie o altre fragilità». L’apertura del Rifugio è prevista per il 12 gennaio. Un’iniziativa che va avanti dal 2017 e che mette insieme «un pool tra associazioni che si occupano tutto l’anno di persone senza fissa dimora, parrocchie ed associazioni educative – spiega Griffoni – ci sono le parrocchie San Giuseppe e Santo Rosario, RiBò, la Tenda di Abramo, Agesci Falconara 1, 2 e 3, Agesci Ancona 6, Masci e Azione Cattolica di Falconara. Un’esperienza che vede anche la partecipazione di tanti cittadini comuni e di tanti giovani che prendono parte alle attività collegate al Rifugio, mentre il Comune di Falconara mette a disposizione dal lunedì al venerdì i pasti preparati dalla mensa comunale e offerti per la cena, considerando che l’accoglienza va dalle 18,00 alle 7,00 del mattino».
L’accoglienza rientra nel Piano Freddo provinciale coordinato dall’ASP 9 e viene supportata dall’Ambito Territoriale 12. «Quest’anno – conclude – abbiamo deciso di avviare un monitoraggio delle richieste che siamo costretti a rifiutare per mancanza di posti, ci sarà utile per capire il fabbisogno e per riflettere sulle politiche per la povertà necessarie a sostenere le persone fragili che vivono nel nostro territorio».
