



{"id":965,"date":"2020-06-01T10:56:28","date_gmt":"2020-06-01T09:56:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.serviziodistrada.it\/site\/?p=965"},"modified":"2024-09-21T08:17:20","modified_gmt":"2024-09-21T07:17:20","slug":"come-il-covid-19-ha-colpito-i-piu-vulnerabili-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.serviziodistrada.it\/site\/come-il-covid-19-ha-colpito-i-piu-vulnerabili-in-italia.html","title":{"rendered":"Come il Covid-19 ha colpito i pi\u00f9 vulnerabili in Italia"},"content":{"rendered":"<h2>In Italia, inizialmente epicentro del Covid-19 in Europa, molte persone hanno sub\u00ecto le conseguenze della pandemia. Ma sono i migranti, i senzatetto, gli anziani e le donne vittime di violenza domestica ad essere stati colpiti maggiormente.<\/h2>\n<p>Sei anni fa, Musa Badamosi*, 33 anni, ha lasciato il suo lavoro da insegnante della primaria in Gambia per diventare studente. Voleva scoprire cosa avesse da offrire la vita al nord del Mar Mediterraneo. Badamosi, che ora vive in Italia, ha capito che l\u2019immagine del sogno europeo che si era creato a casa non riflette la realt\u00e0. Migliaia di migranti vanno in Italia in cerca di una vita migliore. Nella maggior parte dei casi, si ritrovano invece ad essere l\u2019ultima ruota del carro, lavorando nell\u2019invisibilit\u00e0 spesso nella raccolta di frutta e verdura che finisce sulle nostre tavole.&nbsp; Badamosi, che non \u00e8 riuscito ad ottenere i documenti, non fa eccezione.&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl primo giudice che si \u00e8 incaricato del mio caso \u00e8 morto, il secondo \u00e8 andato in pensione prima che concludesse e il terzo mi ha dato un responso negativo\u201d spiega Badamosi. \u201cHo fatto ricorso in appello per quest\u2019ultima decisione. Non ho mai creato problemi\u2026 Cosa dovrei fare per ottenere questi documenti?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSenza \u00e8 veramente difficile trovare un lavoro stabile e avere un\u2019entrata fissa. Da quando \u00e8 scoppiata la pandemia, non sono pi\u00f9 stato in grado di lavorare e non sto mandando soldi alla mia famiglia. Che cosa dir\u00e0 mia moglie? Chieder\u00e0 il divorzio?\u201d&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Dal suo arrivo in Italia nel 2014, Badamosi ha cercato un modo per migliorare la sua istruzione per facilitare la sua integrazione, ma sembra essere stato un progetto non alla sua portata. Non c\u2019\u00e8 stata quindi altra alternativa che che unirsi ai ranghi di migranti che lavorano nel settore agricolo. Questo fenomeno del tutto Italiano noto come <em>caporalato<\/em>, \u00e8 in sostanza sfruttamento di manodopera a basso costo. Gli imprenditori della filiera e i caporali &#8211; i caposquadra incaricati di assumere lavoratori &#8211; sfruttano i migranti e i rifugiati privi di documenti a causa della loro instabilit\u00e0 e disperazione. Lunghe ore di lavoro, salari ridicoli, contratti a breve termine e nessuna copertura assicurativa fanno ormai parte della loro esistenza alimentando il fuoco della loro agonia.<\/p>\n<p>&#8220;A volte mi pento di aver lasciato il mio paese, ma cosa posso fare ora?\u201d chiede Badamosi, la sua ennesima domanda senza risposta.<\/p>\n<p><strong>&nbsp;\u2018Risoluzioni cosmetiche\u2019<\/strong><\/p>\n<p>Da quando il numero di immigrati \u00e8 aumentato dalla fine degli anni 80, il governo italiano non \u00e8 riuscito a gestire le condizioni dei migranti. Il punto di svolta \u00e8 avvenuto quando i raccoglitori dovevano sudare nei campi di tutto il paese, proprio come nella situazione attuale, dove vi \u00e8 una forte carenza di disponibilit\u00e0 di braccia nell&#8217;agricoltura. Questo spiega perch\u00e9 \u00e8 stato raggiunto un accordo con la Romania per coinvolgere i lavoratori nonostante le restrizioni di spostamento oltre confine ed \u00e8 stata votata una nuova regolarizzazione di massa &#8211; la sesta dal 1986. Questa avr\u00e0 un impatto su met\u00e0 dei circa 600 mila migranti privi di documenti che ora vivono in Italia.<\/p>\n<p>&#8220;Una regolarizzazione del settore, come quella che il governo sta discutendo, non sar\u00e0 efficace. Questa \u00e8 una possibilit\u00e0 che ogni immigrato clandestino dovrebbe avere, altrimenti molti di loro finiranno per arrendersi alle organizzazioni criminali&#8221;, afferma Marco Paggi, membro dell&#8217;Associazione per gli Studi Giuridici sull&#8217;immigrazione attiva nella promozione del diritto del lavoro. &#8220;Ecco perch\u00e9 avevamo proposto una regolarizzazione pi\u00f9 ampia. Sappiamo tutti che molti datori di lavoro avrebbero comunque assunto i migranti in nero, per questo abbiamo anche suggerito di regolarizzare quelli che attualmente non hanno un lavoro per consentire loro di trovarne uno e impedire ai mafiosi di arrivare prima&#8221;. Nonostante il suo impegno, Paggi non riesce ad essere positivo memore di quando partecip\u00f2 ad una commissione parlamentare nel 2012. &#8220;I politici ai quali mi rivolgevo non avevano idea di che cosa stessi parlando. Il pensiero pi\u00f9 diffuso all&#8217;interno delle istituzioni \u00e8 che i criminali sono quelli che commerciano e rubano, non quelli che sfruttano i lavoratori. Dopo la sessione, solo uno di loro mi disse che aveva trovato buone le nostre proposte, ma che tutte le decisioni che prendono sono risoluzioni cosmetiche dettate da interessi politici \u201d.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nessuna casa dove stare<\/strong><\/p>\n<p>I senzatetto \u2013 molti dei quali immigranti \u2013 sono solitamente tra coloro che non rientrano negli interessi politici. Di primo acchito, il corona virus sembrava unire e riunire tutti. Poi, con il passare dei giorni, sono emerse disparit\u00e0 evidenti che ci hanno ricordato che non siamo tutti uguali. La pandemia sta piuttosto accentuando tali differenze. La campagna \u201cIo resto a casa&#8221; che il Primo Ministro Giuseppe Conte ha lanciato quando l&#8217;Italia fu costretta al lockdown il 9 marzo deve essere sembrata assurda o addirittura offensiva per coloro che non hanno una casa. Oggi, ci sono circa 50 mila senzatetto in Italia, secondo l&#8217;Istituto Nazionale di Statistica.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 costiera est di Ancona, ne Le Marche, Remo Baldoni, 76 anni, con il suo dobl\u00f2 Fiat grigio fornisce ai senzatetto cibo, vestiti, coperte e &#8220;tutto ci\u00f2 di cui hanno bisogno&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Mi metto sempre nei loro panni e penso a cosa cercherei io se vivessi in strada, quindi porto anche sigarette e un po\u2019 di soldi per prendere un caff\u00e8&#8221;, dice. Baldoni \u00e8 il presidente del Servizio di Strada Onlus di Ancona, un&#8217;organizzazione non lucrativa a scopo sociale che si occupa dei senzatetto dal 2006. &#8220;Sono loro che mi danno la forza di andare avanti&#8221;, afferma Baldoni , sottolineando che egli stesso voleva che i volontari della sua associazione rimanessero a casa per evitare di contrarre il corona virus.<\/p>\n<p>&#8220;Sono solo ora, ma non ho paura del virus. I senzatetto mi dicono di proteggermi, perch\u00e9 senza di me si sarebbero persi&#8230; La mia posizione agiata svanisce quando sono con loro. C&#8217;\u00e8 una relazione di fiducia e lealt\u00e0 tra noi &#8220;.<\/p>\n<p>Ovviamente, la pandemia l&#8217;ha trasformata in una relazione pi\u00f9 fugace. \u201cPrima che il corona virus cambiasse le nostre vite, mi trattenevo sempre un po\u2019 di pi\u00f9 per parlare e scherzare con loro. Ora non posso, do loro ci\u00f2 di cui hanno bisogno, ci scambiamo qualche parola e parto. Da quando ho iniziato questo percorso, ho scoperto un mondo meraviglioso popolato da persone straordinarie. Ho incontrato persone istruite e molti poliglotti e mi sento pi\u00f9 ricco grazie a loro.\u201d<\/p>\n<p><strong>Case di riposo<\/strong><\/p>\n<p>Il governo italiano non ha prestato la dovuta attenzione agli anziani ospiti nelle case di riposo. Secondo il terzo rapporto pubblicato dall&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 il 14 aprile, sono venuti a mancare 6673 anziani tra il 1\u00b0 febbraio e il giorno della pubblicazione. Di queste morti, il 40% era dovuto al Covid-19, una cifra che trasforma le case di riposo in uno dei maggiori focolai di questa pandemia. Molti pubblici ministeri in tutta Italia hanno iniziato ad esaminare la questione, con 70 indagini avviate solo a Torino.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Per proteggere gli anziani, alcune province della Lombardia e de Le Marche hanno chiesto aiuto a Medici senza frontiere (MSF). Un team di specialisti nella gestione delle epidemie ha stretto un accordo iniziale con il dipartimento anconetano dell\u2019Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR Marche) per istituire un sistema di supporto per gli assistenti sociali nelle case di riposo.<\/p>\n<p>&#8220;Lavoriamo principalmente sul contenimento e sulla prevenzione&#8221;, afferma Tommaso Fabbri, project manager di MSF ad Ancona. \u201cCerchiamo di trasmettere le nostre conoscenze su come utilizzare correttamente i dispositivi di protezione individuale al fine di proteggere sia gli assistenti sociali che i pazienti. Quindi ci concentriamo sul \u201cpercorso sporco-pulito\u201d, dal momento che gli assistenti sociali si occupano sia di pazienti positivi che negativi. Quindi identificare aree &#8220;sporche&#8221; e &#8220;pulite&#8221; \u00e8 fondamentale per prevenire la diffusione del virus&#8221;, aggiunge Fabbri.<\/p>\n<p><strong>Violenza domestica<\/strong><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro virus che non ha smesso di diffondersi negli ultimi mesi: la violenza, specialmente sulle&nbsp; donne che erano gi\u00e0 in relazioni violente.<\/p>\n<p>Durante il lockdown alcune di loro sono state costrette a passare quasi tutto il loro tempo con i rispettivi partner. Pertanto, le richieste di aiuto dai centri anti-violenza hanno visto un aumento significativo, pi\u00f9 del 75% rispetto a marzo-aprile nel 2019, secondo la rete Online Women Against Violence o DiRe Donne in rete contro la violanza.<\/p>\n<p>\u201cA dire il vero, abbiamo registrato un aumento dei contatti via chat, perch\u00e9 ovviamente le donne hanno meno possibilit\u00e0 di parlare liberamente&#8221;, afferma Simona Bernardini, coordinatrice delle psicologhe al Telefono Rosa, un&#8217;associazione di volontariato fondata nel 1988 che fornisce supporto psicologico e consulenza legale alle donne vittime di violenza.<\/p>\n<p>&#8220;Di solito riceviamo le donne nel nostro studio a Roma, ma dal momento che stiamo lavorando da casa, siamo state anche in grado di fornire aiuto al di fuori della nostra regione&#8221;, afferma Bernardini, precisando che il tempo di latenza tra attacchi violenti si \u00e8 notevolmente ridotto.<\/p>\n<p>\u201cLa fase in cui le donne si rendono conto che potrebbe succedere qualcosa di brutto \u00e8 quasi scomparsa durante il lockdown, c&#8217;\u00e8 una costante sensazione di tensione e i partner usano la violenza in modo molto pi\u00f9 frequente del solito.&#8221;<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, le &#8220;richieste da parte di terzi&#8221; sono aumentate. \u201cMolti genitori, parenti e amici preoccupati ci chiamano per chiedere cosa possono fare per aiutare. Diciamo loro di non intervenire bruscamente, ma di ascoltare le vittime. Questo \u00e8 ci\u00f2 che facciamo come professioniste.<\/p>\n<p>&#8220;Non interveniamo, perch\u00e9 le donne vittime di violenza hanno bisogno di essere ascoltate e sentirsi dire quali opzioni hanno, ma soprattutto devono poter esprimere le proprie emozioni. Lasciamo spazio al contenimento della paura, del dubbio e dell&#8217;angoscia, e costruiamo poi un nuovo pensiero partendo da l\u00ec &#8220;, afferma Bernardini, aggiungendo che \u201cprestare consulenza significa ripristinare il valore delle emozioni che le donne provano\u201d.<\/p>\n<p><em>*Nome fittizio per paura di deportazione&nbsp;&nbsp;<\/em><br \/>\n<em>Articolo pubblicato per la prima volta da New Frame.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Vedi articolo in lingua originale&nbsp; <\/em><a href=\"https:\/\/www.newframe.com\/how-covid-19-has-affected-vulnerable-people-in-italy\/\"><em>https:\/\/www.newframe.com\/how-covid-19-has-affected-vulnerable-people-in-italy\/<\/em><\/a><em> <\/em><\/p>\n<p><!-- \/wp:paragraph --><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia, inizialmente epicentro del Covid-19 in Europa, molte persone hanno sub\u00ecto le conseguenze della pandemia. 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