Venerdì 4 giugno replica dello spettacolo “I sogni son… diritti”: non mancate

2 Giu
2010

Con gioia vi ricordiamo che per venerdì 4 giugno alle ore 21.15 in piazza del Plebiscito (piazza del Papa) ad Ancona ci sarà una replica dello spettacolo teatrale “I Sogni son… diritti”, un opera teatrale realizzata dai poveri, dai bambini e i giovani di Ancona.

L’iniziativa è opera del lavoro  degli studenti dell’Istituto comprensivo “Armando Novelli” e l’Istituto d’istruzione superiore “Savoia–Benincasa”, del Comune di Ancona, dell’associazione Servizio di Strada Onlus, del centro culturale “la Strada”, della Mensa del Povero e di Avvocato di Strada.
Dallo spettacolo e poi nato un libro scritto dai poveri, dai bambini e dai giovani di Ancona.

Titolo: I Sogni son… diritti

Editore Guasco Ancona

Sponsor Edilcost S.r.l. Lavori edili e Stradali

L’iniziativa è organizzata per celebrare il 2010 anno europeo di lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Lo spettacolo è veramente bellissimo, è un occasione da non perdere…

Il progetto “I Sogni son… diritti”

Nell’ottobre 2009 grazie a Claudio Grassini dell’assessorato ai Servizi scolastici del Comune di Ancona il mondo della scuola incontra l’associazione Servizio di Strada Onlus, il centro culturale “la Strada”, la Mensa del Povero e Avvocato di Strada.

Per tre mesi i poveri della città incontrano gli studenti dell’Istituto comprensivo “Armando Novelli” e l’Istituto d’istruzione superiore “Savoia– Benincasa” presentando il film documentario “Ultima fermata stazione” sull’attività del Servizio di Strada Onlus e la realtà del centro culturale “la Strada”, dialogando sul tema della povertà.

Così è nato uno spettacolo teatrale andato in scena il 21 dicembre 2009 al teatro Sperimentale di Ancona dal titolo “I Sogni son… diritti”. Non solo.  Abbiamo deciso di pubblicare questo libro per condividere con tutti voi i testi meravigliosi scritti dagli studenti e dai poveri.

L’obiettivo del progetto era seminare speranza e far nascere un’amicizia tra i poveri e le nuove generazioni, l’obiettivo era sensibilizzare la città a prendersi cura dei poveri, degli ultimi; far comprendere che il povero ha potenzialità non utilizzate, il povero non è colui che non ha. L’oppresso deve essere il principale soggetto della sua liberazione e il creatore alternativo di società. Una società dove l’opposto della povertà non è la ricchezza, ma la giustizia e la carità: dare il superfluo è giustizia, dare il necessario è carità.

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